| Biblioteca
Civica 'Dino Tinti'
Amministrazione Comunale di Melara hanno organizzato: 'LA SECONDA VIA DELLA SETA: FASCINO, MAGIA, AVVENTURA' RICORDANDO TIMO PASTORELLI (1885-1958) ![]() Giovedì
15 dicembre 2005 Palatenda - Piazza XX Settembre |
| ‘La seconda via della seta’: una suggestiva proiezione
di diapositive attraverso la tecnica della dissolvenza incrociata con
colonna sonora, che verrà presentata e commentata da Ignazio
Zampieri.
Con ‘Via della seta’, infatti, si designa quell’insieme di percorsi carovanieri e di rotte commerciali che congiungevano l’Asia orientale, e in particolare la Cina, al Vicino oriente e al bacino del mediterraneo. Lungo questa ‘via’ hanno transitato, nei secoli, cammelli carichi di seta, il prezioso materiale di cui la Cina ha conservato a lungo il segreto della lavorazione, mettendo in contatto popoli, nazioni, imperi, religioni e tradizioni diverse.
‘La seconda via della seta’ è un’iniziativa che la Biblioteca ‘Dino Tinti’ e l’Amministrazione Comunale di Melara, in collaborazione con la Pro Loco, hanno pensato per ricordare la figura del professor Timo Pastorelli, di cui proprio quest’anno ricorre il centoventesimo anniversario della nascita.
Se nel lontano 1938, a Tokyo, in Giappone, uscì la prima edizione del vocabolario ‘Italiano – Giapponese’ fu anche merito di un illustre cittadino di Melara, di cui proprio quest’anno ricorre il centoventesimo anniversario della nascita. Stiamo parlando di Timo Pastorelli, una figura che ancora oggi in tanti ricordano con particolare affetto e alla quale è stata intitolata anche una via. Poco più che ventenne, dopo essersi brillantemente laureato in Scienze economiche all’Università di Venezia, Pastorelli raggiunse il Giappone. Qui insegnò lingua e letteratura italiana alla Scuola superiore di lingue estere ‘Tokyo Gaikokugo Gakko’. Come ricorda il compianto maestro Dino Tinti nella sua opera ‘Melaresi da ricordare’, Timo Pastorelli dedicò gran parte della propria esistenza a valorizzare e diffondere la conoscenza della cultura italiana nel lontano oriente con ottimi risultati. Primo fra tutti la stesura di un vocabolario Italiano – Giapponese curata dal conte Todo Takatsugu, un allievo del professore melarese. Dopo quasi venticinque anni di permanenza in Giappone, nel 1934 Pastorelli fece ritorno al suo paese natale e, sei anni dopo, fu chiamato ad insegnare lingua giapponese alla ‘Bocconi’ di Milano, in un corso promosso dall’Istituto per il medio e l’estremo oriente. Nell’immediato dopoguerra, Timo Pastorelli ricoprì a lungo l’incarico di presidente della Bonifica Padana, dimostrando sempre grande competenza e lungimiranza. Nell’agosto nel 1951, in occasione della rotta del Tartaro nella frazione melarese di santo Stefano, fu tra i primi ad accorrere sul posto per coordinare i lavori di tamponamento della falla e chiudere le chiaviche della valle Sani, così da evitare altri dannosi allagamenti. E sempre nel 1951, nei giorni angosciosi dell’alluvione del Po in Polesine, Timo Pastorelli non si sottrasse a dare il proprio prezioso contributo per rinforzare l’argine dell’Arella, a ridosso del quale era già arrivata l’acqua della rotta del Po. Classe 1885, Pastorelli non si è mai sposato ed ha abitato in via Sani nella casa dei genitori con la sorella Filomena. Morì il 17 novembre 1958, all’età di settantatre anni.
(Testi di Nicola Testoni, tratti da ‘Il Resto del Carlino’,
edizione di Rovigo) |