Biblioteca Civica 'Dino Tinti'
Amministrazione Comunale di Melara


hanno organizzato la proiezione del film:

'LA GUERRA DEI MONDI'


Venerdì 16 dicembre 2005 Palatenda - Piazza XX Settembre

A conclusione dei Ciclo di conferenze ufologiche ‘Il mistero viene dallo spazio. Oltre le frontiere della scienza ufficiale’, la Biblioteca ‘Dino Tinti’, l’Amministrazione Comunale – Assessorato alla Cultura, in collaborazione con la Pro Loco, organizzano la proiezione del film di fantascienza ‘La guerra dei mondi’, kolossal di Steven Spielberg con Tom Cruise, Dakota Fanning e Tim Robbins. Ingresso libero.

Ray Ferrier (Tom Cruise) è un portuale: ha due figli, l'adolescente Robbie (Justin Chatwin) e Rachel (Dakota Fanning), poco più che una bambina, che vivono con l'ex moglie (Miranda Otto) e il nuovo marito. Ray è un bambinone trasandato, che abita in un quartiere operaio suburbano, evita le responsabilità, e non ha mai avuto interesse nella paternità. Con malavoglia reciproca, ospita per dovere i figli in rare visite. Soprattutto i rapporti tra Ray e Robbie sono problematici, in un'insofferenza che cresce di minuto in minuto. Tra la piccola Rachel e il padre vi è solo indifferenza. Proprio quando l'ex moglie gli affida i figli per pochi giorni, si scatena un'impressionante e strana tempesta elettromagnetica. Decine di 'fulmini' si abbattono sul quartiere. Le auto non funzionano più, così come radio e telefoni. Gli orologi si fermano. E poco dopo Ray e gli abitanti della zona assisteranno all'inizio di un incubo che minaccerà l'intera Terra: gigantesche macchine a tre zampe si innalzano squarciando la crosta terrestre, polverizzando con i loro raggi uomini e cose, in sequenze da film horror. Per Ray comincia un duplice viaggio: per la salvezza sua e dei figli e per recuperare il senso dell'essere genitore.

Spielberg porta sugli schermi la paura più pura, quella senza nome, attraverso esseri alieni di cui non si conoscono gli scopi e l'origine. É il terrore dell'ignoto, che può colpire chiunque in qualsiasi momento, che cova sotto una superficie quieta e ordinata, di prevedibilità noiosa che dà sicurezza. Lo sguardo bambino che scrutava il cielo con fiducia si è trasformato in un adocchiamento diffidente: dal cielo possono piombare aerei di morte, là dove tutto sembrava sotto controllo e inattaccabile.
E ancora: Spielberg estremizza la diffidenza per il diverso, l'altro da noi. E, pessimisticamente, non c'è più spazio e possibilità di comprensione. Non vi è più un Richard Dreyfuss che lascia i propri cari per unirsi agli extraterrestri, in un desiderio imprescindibile di conoscenza che trascende sé stesso. Il mondo di Steven Spielberg si restringe, si riduce all'universo circoscritto della propria famiglia, da salvaguardare prima di ogni altra cosa: Ray Ferrier picchia e arriva a uccidere un altro essere umano, se può rappresentare un pericolo per i propri cari. Il pessimismo sfocia in esaltazione del privato, in sfiducia verso la politica: il 'fuori' è incorreggibile, senza possibilità di redenzione e di intervento.

La grande sfida del regista è proporre un'ottica, che poi è quella genuina di Wells, che non troverà il favore di tutto il pubblico: nella sua Guerra dei Mondi non c'è l'eroe, lo scienziato, il salvatore dell'umanità. C'è un individuo semplice, neppure del tutto gradevole, su cui l'attenzione del regista si focalizza, uno tra i tanti in un esodo disperato, in lotta per la propria sopravvivenza. Noi, come Ray, incrociamo eserciti e militari, caccia in picchiata, brani di trasmissioni televisive che offrono stralci di informazioni sulla globalità della catastrofe, ma tutto ci scorre accanto, impotenti cittadini tenuti all'oscuro da manovre tattiche, lontani dal Pentagono e dalla Sala Ovale. E tanto più stride la scelta di Spielberg della prospettiva ridotta, quanto più sullo schermo la catastrofe è immane, anche visivamente.

(Testo di Marino Cattaneo tratto da www.cineclick.it)