Un convegno
per ricordare il militare scomparso |
Bellini,
l’eroe dell’Armir che salvò i suoi compagni |
E’ stato uno dei pochissimi italiani a ricevere la maggiore onorificenza tedesca per un’audace azione sul fronte russo durante il secondo conflitto mondiale. Stiamo parlando del soldato melarese Nello Bellini (1922-1996), il quale sarà per la prima volta al centro di una conferenza dal titolo ‘Nello Bellini: un melarese testimone – protagonista della campagna di Russia’, che si svolgerà sabato 21, a partire dalle 11, in sala consiliare. Un vero e proprio ‘appuntamento con la storia’ patrocinato dall’amministrazione comunale e dalla biblioteca ‘Dino Tinti’, a cui prenderanno parte anche gli alunni della scuola media. Al tavolo dei relatori siederanno Alberto Burato, storico militare nonché ‘scopritore’ delle gesta di Bellini, Ernesto Bellini, uno dei figli del compianto Nello, e il giornalista Maurizio Romanato in qualità di coordinatore dell’evento. La croce di ferro di prima classe con fronde di quercia: è questa l’onorificenza di cui venne insignito Bellini sul fronte russo dal generale tedesco Erich von Manstein nel marzo del 1943. Dopo essere stato fatto prigioniero e inquadrato in un ‘Reperto lavoratori’, il soldato polesano riuscì assieme a due compagni ad impadronirsi di un autocarro carico di viveri e a fuggire districandosi fra i campi minati predisposti dai sovietici. La pericolosa fuga durò due giorni. Il 10 marzo Bellini giunse nella città russa di Poltava. Qui fu prelevato dai militari della Wermacht e accompagnato al comando tedesco dove il generale Von Manstein lo promosse al grado di sergente. Il prezioso carico di cibo conservato sull’autocarro, infatti, permise di sfamare oltre trecento soldati a digiuno da giorni. Dieci anni più tardi, nel 1953, anche lo Stato italiano premiò Bellini con la medaglia di bronzo al valor militare. <Bellini - ha ricordato lo storico Alberto Burato - ci ha lasciato una mole impressionante di documenti, di appunti sulla ritirata di Russia, di corrispondenza con altri commilitoni paragonabile alle memorie di illustri reduci>. Durante la conferenza di sabato saranno proiettate interessanti diapositive che illustreranno le condizioni in cui si trovarono a combattere i miliari italiani sul fronte russo.
<Intitoliamo
una via al soldato Nello Bellini>. Questa la proposta lanciata dallo
storico locale Raffaele Ridolfi durante la conferenza nel segno della
storia svoltasi di recente in sala consiliare dal titolo ‘Nello
Bellini (1922-1996): un melarese testimone – protagonista della
campagna di Russia’, organizzata con successo dall’amministrazione
comunale e dalla biblioteca ‘Dino Tinti’ di Melara. L’evento
ha visto la partecipazione, tra gli altri, del sindaco Francesco Losi,
di Alberto Burato, storico militare nonché ‘scopritore’
della gesta di Bellini, del giornalista Maurizio Romanato che ha coordinato
gli interventi, di Ernesto ed Alberto Bellini, i figli del compianto
Nello, delle sorelle Ebe, Nella e Vanda, del fratello Vincenzo e degli
alunni della scuola media. E’ la croce di ferro di prima classe
con fronde di quercia l’importante onorificenza di cui venne insignito
Bellini sul fronte russo dal generale tedesco Erich von Manstein nel
marzo del 1943, alla quale seguì nel 1953 la medaglia di bronzo
al valor militare della Repubblica italiana con la seguente motivazione:
<Prigioniero di guerra inquadrato in un Reparto lavoratori nelle
immediate retrovie, sapendo che unità corazzate alleate germaniche
avevano rotto il fronte nemico e si preparavano ad avanzare, con l’aiuto
di altri due compagni si impadroniva, dopo essersi armato di un parabellum
(mitragliatore ndr.), di un autocarro e riusciva dopo un’ardimentosa
corsa notturna ad attraversare le linee e raggiungere le nostre posizioni>.
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| (di
Nicola Testoni tratto da 'Il Resto del Carlino' del 19 e 25 maggio 2005) |
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Nelle foto: |